venerdì 29 maggio 2015

RICORDO DI CESANO

VIDEO CESANO


Venerdì 15 maggio 2015. Per tanti una data come tante altre, anonima come tante altre.
Per noi, ex Allievi Ufficiali del 108° corso A.U.C.(13/07-23/12/1982), sarà, invece, una data
particolare, una data che marchierà indelebilmente i nostri cuori.
L’orologio segna quasi le nove del mattino, sono in automobile con mia figlia e mio genero.
Siamo alla testa di un corteo di non so’ quante auto, siciliani, pugliesi, toscani, romagnoli,
piemontesi, tutte le Regioni della nostra bella Italia rappresentate (peccato i Sardi, ma erano idealmente con noi : tutti) .
Alcuni si sono già incontrati dalla sera prima pernottando in quel di Manziana, di Bracciano , o nelle vicinanze e che si sono gustati una piccola anteprima di quello che li aspettava il giorno dopo.
Tempo incerto: ma si rileverà ottimale per il resto della giornata.
Imprevisti: il passagio sulla Cassia della carovana del Giro d’Italia ed il crollo del ponte c/o la stazione proprio di Cesano, che ci costringe un po’ tutti a percorsi alternativi.
Approffitto per fare un salto a rivedere la Stazione di Cesano: da lì 33 anni prima iniziò la nostra “favola”: non vi nascondo che via via che ci avvicinavamo mi sembrava di essere come lo scolaretto al primo giorno di scuola.
Ecco, arriviamo alla stazione e subito notiamo il cambiamento. Accipicchia che stazione!
Ricordavo una casupola bruciata dal sole ed un unico binario e adesso mi ritrovo una stazione metropolitana con tanto di scale mobili, passaggi sotterranei e tre o quattro binari!
Risaliamo in macchina e percorriamo lentamente il Viale della Stazione, tante volte percorso a piedi, spesso di corsa, quando andavamo in libera uscita e la sera dovevamo rientrare in tempo per il contrappello.
Notiamo la forte urbanizzazione avvenuta dove prima era aperta campagna, adesso Cesano è, a tutti gli effetti, periferia della grande Caput Mundi, tant’é che è zona urbanistica 20N del Municipio Roma XV : ha cambiato pure il CAP (da 00064 a 00123).
Lentamente, ma decisamente ci avviciniamo per l’incontro con gli ex colleghi venuti da tutta Italia.
Vediamo in lontananza un assembramento di persone: “Eccoli! Eccoli! Sono loro!” .
Sì, amici del 108°, siamo arrivati, siamo di nuovo insieme!
Ragazzi, per un buon quarto d’ora non ci capisco più niente, abbracci, baci, pacche sulla spalla, tutto questo cercando di dare un nome al volto che si presenta davanti di volta in volta, mi sembra di essere ubriaco, ebbro di una gioia per tanto tempo agognata nelle mie notti insonni.
In mezzo agli ex colleghi di corso ci sono alcuni “infiltrati”, invitati per questa grande occasione.
Sono i nostri ex comandanti di plotone che, simpaticamente e piacevolmente, hanno accettato il nostro invito a festeggiare assieme a noi questo Raduno, sarà una buona opportunità per poterli sfottere senza paura di ricevere una punizione! Compreso udite .. udite il Generale Panarese da poco in meritata quescienza (vanno a lui i miei ringraziamenti personali per la bella dedica sul libro sui suoi “bersaglieri” che mi ha voluto gentilmente omaggiare).
Cari Sottotenenti della 5^e 6^ compagnia ,Claudio Bianchini, Aldo Grillo, Michele Mazza da questo benedetto giorno, noi, i vostri ex allievi, vi concediamo “Ad honorem” la stelletta del 108° corso!
Ve la siete ampiamente guadagnata oggi, partecipando e gioendo con noi a questa particolare festa.
E’ già arrivata l’ora per entrare in caserma: ci dirigiamo verso i cancelli della Scuola di Fanteria, ci attendono due Ufficiali massici , di cui uno il Ten. Col. Di Carluccio.
L’altro Ufficiale che viene a darci il benvenuto è il Ten. Col. Colameo, si signori: proprio lui:
Massimo Colameo giovane sottotenente allora comandante del primo plotone della sesta
compagnia. Abbracci, baci, qualche lacrimuccia.
Gli Ufficiali ci spiegano brevemente come si susseguiranno le fasi della cerimonia in onore ai commilitoni deceduti nella sala cinema dove quel 13 luglio 1982 fummo inizialmente parcheggiati per le prime pratiche di inquadramento.
Approfitto del luogo e del fatto che siamo tutti riuniti per ringraziare, tramite i due Ufficiali
presenti, la Scuola che ci ha concesso il permesso di accedere e visitare la nostra vecchia caserma.
Con l’occasione il sottoscritto a nome di tutti i partecipanti lascia nelle mani del Capo di Stato Maggiore una fine maiolica /crest alla quale un po’ tutti abbiamo partecipato alla sua creazione.
Per l’occasione ci è sembrato giusto e doveroso ricordare coloro che non sono più tra noi, una corona con la scritta “Ai caduti di tutte le guerre : 108° corso A.U.C. - 1982” è pronta per essere deposta sotto la grande statua del Piazzale del Fante.
Ci rechiamo al Piazzale del Fante.
Maurizio Mariani e Antonio Natoli si offrono per portare la corona, io starò dietro, distanziato di qualche passo e sulle note dell’Inno del Piave ci dirigiamo verso la statua del fante che campeggia sul piazzale.
Un picchetto d’onore armato, formato da uomini e donne, ci aspetta per rendere gli onori ai
compagni che non sono più fra noi.
Tutti i nostri colleghi si dispongono in riga per compagnie , e i nostri ex sottoufficiali di allora prendono il comando: Aldo Grillo per la sesta, Michele Mazza per la quinta e Claudio Bianchini per la quarta guardano con rispettoso ed emozionato silenzio il passaggio della corona che viene deposta ai piedi della statua.
Un ordine secco viene impartito: “Presentat-arm! Onore ai caduti!” e nell’aria risuonano le
struggenti note di un “silenzio” che ci porta sino alle lacrime.
In quel momento, dentro le nostre menti, rimbombano richiamati da Bruno Palermo le voci distinte
dal:
“Allievo Ufficiale Corrado Casinovi: PRESENTE!”;
“Allievo Ufficiale Claudio Gismondi: PRESENTE!”;
“Allievo Ufficiale Alessandro Maiozzi: PRESENTE!”;
“Allievo Ufficiale Massimo Sagnelli: PRESENTE!”;
“Allievo Ufficiale Luciano Tavarnesi: PRESENTE!”;
“Allievo Ufficiale Cesare Cefaratti: PRESENTE!”;
“Allievo Ufficiale Paolo Pagliaro: PRESENTE!”;
“Allievo Ufficiale Marco Pazzaglia: PRESENTE!”;
“Allievo Ufficiale Marcello Pizzo: PRESENTE!”;
“Allievo Ufficiale Luca Russo: PRESENTE!”;
“Allievo Ufficiale Antonio Sgrò: PRESENTE!”;
“Allievo Ufficiale Costantino Ciurlia: PRESENTE!”;
“Allievo Ufficiale Maurizio Gustinelli: PRESENTE!”;
“Allievo Ufficiale Francesco Barbieri: PRESENTE!”;
“Allievo Ufficiale Loris Rigatelli: PRESENTE!”;
“S. Tenente Salvatore Nicotra: PRESENTE!”;
Sì, cari amici , da oggi e per sempre sarete comunque con noi, marcerete con noi, mangerete con noi, cazzeggierete con noi, come ai bei vecchi tempi.
Altro che stellette! Vi siete guadagnati tutte le stelle del firmamento!
Un applauso liberatorio esplode alla fine della cerimonia e ci riuniamo sotto la statua e attorno alla corona per una foto ricordo.
Poi ci dirigiamo verso il Sacrario di cui non ricordavo completamente l’esistenza e, quindi, diventa per me e per tanti altri motivo di scoperta.
All’interno, oltre alle diverse armi, troviamo pure dei ricordi legati a coloro che hanno perso la vita in guerra o, comunque, in operazioni militari all’estero.
Continuiamo il nostro pellegrinaggio e salendo ancora un po’ arriviamo al Piazzale XXIV maggio, sede del nostro meraviglioso ed indimenticabile giuramento.
Diamo un’occhiata alle tribune e i nostri pensieri non possono non andare ai nostri familiari presenti quel giorno, quei familiari che ricordano ancora oggi la grande emozione di quell’eccezionale evento.
Proseguendo con un fuoriprogramma inaspettato, ma del quale non smetteremo mai di ringraziare la Scuola, ci dirigiamo ogni gruppo, alla propria compagnia di appartenenza, ed “attaccandola” alle spalle, ecco la mitica VI, col suo piazzale che guarda i 4 hangar dove alloggiavamo allora .
Quante volte, tornando dalle libere uscite, col magone nell’animo, con gli occhi ancora luccicanti delle luci notturne della città capitolina, imboccavamo i corridoi per arrivare in tempo al contrappello?
Quante volte abbiamo attraversato quei lunghi corridoi che ci portavano alle nostre camerate, ormai diventate le nostre dimore per cinque mesi?
Quante volte ci buttavamo sulle brande restando per ore a guardare il soffitto di quella stanza condivisa con altri amici?
E quante volte, nel silenzio e nella penombra, le lacrime hanno solcato il nostro viso pensando alle
persone care più lontane?
Sicuramente tante volte, ma mai, in quei momenti, avremmo lontanamente immaginato che un giorno, lontano, avremmo addirittura rimpianto tutto ciò!
Sempre guidati dai due Ufficiali, imbocchiamo il viale che porta alla caserma Tommaso Monti , sede del 1° Battaglione A.U.C. ed ivi giunti saliamo con grande emozione la scalinata d’ingresso.
Ci concediamo una pausa e ci togliamo uno sfizio dopo ben 33 anni: entrare al Circolo Ufficiali!
Proseguiamo all’interno per vedere le camere oggi e paragonarle a quelle di allora, che erano camerate e non camere : una soldatessa ci fa ricordare il “cubo” : niente a che fare col nostro, “perfetto” dal primo giorno.
Tornati sulla scalinata d’ingresso ci disponiamo per un’altra foto ricordo, davanti a noi, come di consueto, si mettono i nostri ex Ufficiali.
E poi prima di lasciare la caserma via a rivedere “le torri di ardimento”, il percorso CAGSM il nostro “giochi senza frontiere”.
Si è fatta ora di pranzo e ci dirigiamo verso l’uscita, sul viale si sentono i nostri passi, mentre i nostri sguardi si girano intorno cercando di fissare nelle nostre menti ogni angolo recondito di quei luoghi a noi cari.
Guardo per un istante indietro, le torri di ardimento, la Caserma Monti e un groppo alla gola blocca un grido sul nascere: “Ciao Cesano! Arrivederci Cesano!”.
No, no cari amici, questa volta non è più il “Cesano Addio!” di 33 anni fa, questa volta usciamo dalla Scuola di Fanteria consapevoli che ritorneremo ancora, fra un anno, fra cinque anni, fra venticinque anni, non so quando, ma torneremo, è una promessa!
Un corteo di auto si dirige verso il luogo designato per il pranzo, ovvero verso Manziana dove si trova il il Relais Villa Clodia, una Villa d’Epoca tra la natura e la pace del lago di Bracciano, dove molti di noi hanno soggiornato sin dalla sera precedente.
In uno scenario meraviglioso, la stessa domina il lago di Bracciano dall’alto della collina,
finalmente ci ritroviamo tutti : peccato per le defezioni dell’ultimo momento di Pacini, Di Carlo, Brunori, Loperfido, Bernardini : l’augurio è di rivederci quanto prima, siete stati e sarete sempre
con noi.
In poche ore quanti ricordi : sembrava che ci fossimo congedati quarantotto ore prima
Ci abbracciamo commossi e non posso fare a meno di ringraziare tutti per essere presenti a questa grande festa, a questa festa sognata e desiderata per tanto tempo.
E così via via s’intrecciano duetti, trii, quartetti, cori da curva sud, le canzoni degli anni ’80 ci riportano indietro nel tempo, sembra quasi di stare al juke-box del bar di fronte la caserma!
Quanti ricordi!
Questi sono aumentati rivedendo il pout-pourri di immagini di allora in “La mia favola – La nostra favola” che il “Generale” Carlo ha costruito con l’aiuto del suo fidato attendente/figlia Sara.
E lì sul sottofondo musicale abbiamo raggiunto il culmine col finale di Renato Zero “I migliori anni” dove le parole erano strozzate da una evidente commozione.
Trentatrè anni sono spazzati via, cancellati in un attimo: sappiamo solo che siamo quelli del 108° e tanto ci basta!
E viene il momento della torta sapientemente allestita dal catering di Villa Clodia con sopra
riportato il logo della Scuola di Fanteria: come in una sorta di blocco, non volevamo intaccare quella splendida decorazione anche se poi alla fine la bocca ha avuto il sopravvento sugli occhi.
E’ arrivato così il momento del ringraziamento a tutti da parte del “Generale “ Carlo (il testo intero lo avete letto già nell’apertura di questa mia) e come in una sorta di contrappello ho avuto il piacere
di salutarVi e ringraziarVi ad uno ad uno, rilasciandoVi un mio personale “papiro ricordo” a
suggello della splendida giornata.
E’ il momento dei lucciconi, degli abbracci e baci, delle promesse a rivedersi con scadenze
sicuramente più brevi dei trentatrè anni!
E’ il momento più bello e più brutto allo stesso tempo.
E’ bello perché si ha la conferma che ci vogliamo bene come non lo abbiamo mai creduto in passato.
E’ brutto perché non ci si vorrebbe staccare mai, alla fine ci rendiamo conto che un solo giorno è stato poco tempo, troppo poco.
Approfitto di queste righe per lanciare un appello a tutti i compagni del 108° sparsi per l’Italia, e quando dico 108° intendo dire tutti quelli che al pari di noi hanno fatto il corso dal luglio a dicembre dell’82 .
Facciamo sì che questo 108° diventi un marchio distintivo per tutti coloro che se ne sono fregiati partecipandovi, facciamo sì che ognuno di noi possa sempre dire con fierezza: “Io sono un Allievo Ufficiale del 108° corso della Scuola di Fanteria di Cesano!”.
AD MAJORA SEMPER
Dr. Carlo Bastianelli
VIDEO CESANOVIDEO GIURAMENTO

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